Una risposta alla crisi: l’innovazione della struttura organizzativa

Una risposta alla crisi: l’innovazione della struttura organizzativa

E’ l’Agosto 2007 e negli USA fallisce American Home Mortgage. Ha inizio così la più profonda crisi economico-finanziaria globale della storia. Si sente ancora dire che tale crisi “passerà”, che “usciremo dalla crisi”, ecc.., ma quello che oramai è chiaro è che si è affermato un profondo cambiamento, a tutti i livelli, ed in particolare i mercati hanno mutato la loro struttura in modo permanente. Non è pensabile che si torni al mondo così come lo conoscevamo 10 anni or sono. La Domanda, che dopo una forte flessione vede oggi una sostanziale stagnazione, si è fatta sempre più esigente. L’Offerta, in eccesso, ha dovuto ripiegare in primo luogo su livelli di prezzo più bassi (o comunque aumenti molto contenuti) e sta subendo una forte, naturale, selezione.

 

Questo deciso cambio di panorama può costituire una minaccia (e per molte azienda è stata mortale), ma pure una grande opportunità per trasformare la propria impresa e riallinearla al contesto così mutato.

 

La piccola media impresa ha potenzialmente il vantaggio, rispetto alle grandi organizzazioni, di essere flessibile e di avere un processo decisionale snello. Così come l’acqua prende la forma della bottiglia, la PMI dovrebbe sapersi adeguare ai mutamenti in tempi rapidi. Ciò è importante perché chi prima trova una soluzione per stare profittevolmente su un mercato che ha cambiato pelle, ha maggiori possibilità di acquisire un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo e giocare da una posizione di forza nei confronti della concorrenza.

 

Dunque cosa fare? Le mosse possibili sono numerose e variano profondamente per ogni scenario competitivo. Qui si vuole porre l’accento su quella che spesso viene tralasciata perché, a torto, non viene considerata né prioritaria, né efficace: l’innovazione dei processi e della struttura organizzativa.

 

Il primo scopo dell’organizzazione di un’impresa dovrebbe essere di rispondere in maniera efficace ed efficiente alle necessità di mercato. L’organizzazione pensata dieci anni fa nasceva rispetto ad esigenze diverse da quelle odierne ed è perciò inadeguata. E’ per questo che si deve ripensare profondamente e con l’ottica di riuscire a fornire al mercato ciò che vuole, al giusto prezzo, nei tempi dovuti e senza per questo compromettere la qualità.

 

Quante volte sentiamo imprenditori lamentarsi del fatto che oramai i clienti, “per colpa della crisi, si sono abituati troppo bene, pretendono il meglio al miglior prezzo ed in tempi limitatissimi” e che per questi motivi i margini sono sempre più bassi?

 

Ciò è in molti casi vero e proprio per questo un riallineamento del funzionamento dell’impresa al nuovo contesto in cui opera è quanto mai prioritario. L’alternativa è, spesso, quella di sostenere costi più elevati di quanto l’azienda possa permettersi per soddisfare le nuove e sempre più esigenti richieste dei clienti.

 

Ripensare innanzitutto al funzionamento della propria organizzazione, migliorando la qualità di risposta e la produttività e la flessibilità appare oggi come una scelta necessaria.

 

Tuttavia troppo spesso osserviamo che l’atteggiamento prevalente è quello dell’immobilismo, di non-reazione e non-decisione. Il tempo perso non si recupera e perseverare con un’organizzazione non all’altezza non solo è uno spreco in termini di costi, ma fa arretrare l’impresa sul piano competitivo ogni giorno di più. In altre parole “tenere duro” attendendo tempi migliori è una risposta sbagliata e sul medio periodo perdente. Appare quindi sempre più indispensabile il confronto con una visione “terza” ed esperta che sappia suggerire i miglioramenti necessari e le decisioni che devono essere prese senza indugio per proiettare l’impresa verso nuovi e più sicuri orizzonti.

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