Quali tendenze imprenditoriali bisogna prendere in considerazione per la strategia d’impresa?

Quali tendenze imprenditoriali bisogna prendere in considerazione per la strategia d’impresa?

Il mondo dell’impresa sta vivendo importanti cambiamenti, sempre più rapidamente.

 

La digitalizzazione, l’orientamento delle imprese verso l’esperienza del cliente, la riduzione del ciclo di vita dei prodotti, una competizione in crescita costante… sono molte le trasformazioni che intervengono all’interno delle imprese e nel loro contesto: solo le aziende che si adattano alle nuove condizioni e il più rapidamente possibile, riescono ad avere successo.

 

In CEDEC sappiamo che le imprese hanno bisogno di ripensare le loro strategie costantemente, al fine di potersi adattare e allo stesso tempo anticipare il cambiamento: questo elemento costituisce la chiave per sostenere un aumento della produttività e dell’efficacia .

 

Perciò noi sosteniamo le tendenze imprenditoriali attuali, per quel che riguarda sia l’ambiente lavorativo, sia le capacità degli impiegati; inoltre crediamo nella necessità per le imprese di essere bene informate sui cambiamenti al fine di potervi far fronte.

 

Per le aziende è infatti essenziale identificare le nuove tendenze in ogni momento. E’ importante allo stesso tempo disporre di informazioni sui modelli interni, per conoscere l’impatto dei cambiamenti anche all’interno dell’impresa stessa.

 

E’ consigliabile studiare le tendenze del mercato in ogni settore competitivo, ma anche realizzare analisi dei dati interni, realizzando con costanza, rapporti di performance per identificare irregolarità nei funzionamenti, per scoprire le perdite all’interno della produzione e le spese, oltre a riflettere su come progredire.

 

In aggiunta, i piani di azione a corto e a lungo termine devono essere elaborati (e adattati in funzione dei nuovi bisogni): conviene formare i dipendenti e i collaboratori sugli strumenti informativi, così come riservare un’attenzione particolare all’attrazione dei talenti, per riuscire ad avere una mano d’opera che risponda ai nostri bisogni.

 

Per raggiungere questo obiettivo, bisogna conoscere le ultime tendenze nel campo delle risorse umane, perché segnano cambiamenti importanti nel modo in cui viene affrontata la gestione dei dipendenti. Quindi per esempio, se analizziamo l’ambiente di lavoro, possiamo concludere che l’orario tradizionale, 35 ore, da lunedì a venerdì, non è più sempre valido. E’ più diffuso il lavoro per obiettivi, che implica una maggiore flessibilità, ma anche l’esigenza dell’attività lavorativa al di fuori delle ore abituali, in caso di crisi oppure di rispetto delle scadenze.

 

In aggiunta, anche se rimane essenziale per molti datori di lavoro che i loro impiegati abbiano un diploma (o, meglio ancora una laurea di I o di II livello), talvolta si attribuisce maggiore importanza all’esperienza del candidato. Con la digitalizzazione e l’avvento delle nuove tecnologie, sono molti i corsi di formazione che non vengono insegnati nelle università, ma piuttosto è la pratica stessa che fornisce al professionista la capacità di svolgere alcune mansioni sempre meglio. In ogni caso, la formazione sui temi della matematica, informatica e finanza è la più richiesta, proprio in ragione della relativa facilità di adattamento ai cambiamenti che avvengono nel settore delle imprese.

 

In effetti, per attirare i migliori talenti, bisogna prendere in considerazione non più soltanto le conoscenze accademiche, ma anche quelle che vengono chiamate le “soft skills”, cioè si tratta di mettere in pratica un’integrazione di competenze, conoscenze, valori e anche tratti della personalità, per cui questi ultimi acquisiscono maggiore importanza. Quindi la capacità di lavorare sotto pressione, l’apprendimento rapido, l’adattabilità, il pensiero critico, l’attenzione al dettaglio, o la capacità di pianificazione strategica, sono attualmente più pertinenti per un profilo professionale, piuttosto che i dati che si possono leggere all’interno di un curriculum vitae.

 

In CEDEC consideriamo essenziale che le imprese ricerchino le opportunità e le inefficienze nella produzione e nei processi interni, ma senza perdere di vista le ultime tendenze e soprattutto con una crescita dei bisogni del personale competente, nell’analisi dei dati, nella strategia e nella digitalizzazione. Il personale avrà anche l’elasticità necessaria per adattarsi al cambiamento, per accrescere la propria competitività a lungo termine e per progredire verso l’Eccellenza Manageriale.

 

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