IVA e ritenute: negata l’assoluzione

OMESSO VERSAMENTO IVA E RITENUTE
 
In questi difficili tempi di crisi, molte imprese si sono trovate nell’impossibilità di adempiere agli obblighi tributari e contributivi. In alcuni casi la giurisprudenza (Trib. Milano, 7 gennaio 2013 e Trib. Novara, 20 marzo 2013) ha assolto per assenza di dolo gli imprenditori che avevano violato gli art. 10-bis e 10-ter del D.Lgs 74/2000, ossia che non avevano effettuato il pagamento di IVA e/o ritenute in quanto privi della liquidità necessaria.
 
Questa deresponsabilizzazione è stata giustificata dalla dottrina prevalente nei seguenti modi:
 
1. mancanza di volontà e quindi di dolo nel commettere la violazione;
 
2. invocando lo stato di necessità, ex art. 54 c.p;
 
3. adducendo la causa di forza maggiore (art.45 c.p.).
 
La giurisprudenza (si veda Cass. SS.UU. 37424/2013) invece ha, salvo alcuni casi, sempre ricondotto il comportamento dell’imprenditore nell’alveo del dolo generico, argomentando che la mancanza di liquidità non fa venir meno il presupposto soggettivo che configura il dolo, ma rappresenta semmai una ragione o una causa del mancato versamento di IVA e ritenute e quindi potrebbe essere, a determinate condizioni, motivato dalla causa di forza maggiore. La decisione della Cassazione appaiono per alcuni versi non del tutto condivisibili soprattutto quando la Suprema Corte afferma che le ritenute devono essere versate in quanto già in possesso del sostituto d’imposta che le opera. Le ritenute non rappresentano un prelievo finanziario concreto dell’imprenditore nei confronti del sostituito, ma piuttosto un pagamento in forma ridotta (dell’ammontare delle ritenute appunto) a quest’ultimo.
 
In sostanza la Cassazione ha ammesso come causa di forza maggiore e quindi non perseguibile penalmente solo il caso dell’omesso versamento dell’IVA solo quando questo derivi dal mancato pagamento delle fatture da parte dei clienti dell’imprenditore, che quindi non ha potuto riscuotere l’IVA addebitata in fattura ai primi. Se da un lato la posizione giurisprudenziale pare poco comprensiva della difficile situazione economica in cui versano molte imprese, dall’altro occorre rilevare come il non pagare le imposte (o i contributi) rappresenti un modo per finanziarsi a spese dello Stato e quindi della collettività. Non solo, in alcuni casi, il mancato versamento di imposte e contributi può provocare effetti distorsivi sulla concorrenza creando pericolosi circoli viziosi in cui imprenditori in difficoltà, talvolta per loro inefficienze interne o mancanza di adeguate competenze, per “restare a galla” lavorano con margini risicati o in perdita finanziandosi a spese dello stato e portando altre imprese a dover praticare prezzi antieconomici al solo fine di poter competere sul mercato.
 
Stanti le conseguenze penali dell’omesso versamento di IVA e ritenute è necessario che gli imprenditori evitino di “trovarsi” nella circostanza di non essere in condizioni di illiquidità nel momento in cui occorre effettuare i pagamenti in parola. Accade infatti spesso che, nelle aziende gestite “a braccio”, ci si trovi senza mezzi finanziari nei momenti meno opportuni solo ed esclusivamente per una gestione della tesoreria assente o insufficiente. Questo comporta che si effettuino pagamenti che potrebbero essere procrastinati, per poi trovarsi “al verde” quando occorre far fronte a necessità davvero prioritarie. Per evitare spiacevoli, quanto penalmente rilevanti, situazioni diviene indispensabile dotarsi degli adeguati strumenti per gestire con piena cognizione di causa le proprie risorse finanziarie ed eventualmente potersi attivare per tempo al fine di reperire i mezzi di pagamento necessari.
 
Purtroppo è sempre più frequente, stante anche la crisi economica attuale, che gli imprenditori si ritrovino in situazioni difficili e problematiche solo ed esclusivamente perché non sono in grado di prevedere con sufficiente anticipo i loro fabbisogni finanziari e ad approntare tempestivamente tutte le azioni necessarie per farvi fronte. Il Confronto con Cedec, permette di approcciare correttamente tali criticità in tempo utile.

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