Fiera Micam 2014

“The Micam” la fiera della calzatura, ove l’eccellenza italiana mostra al mondo le proprie abilità, chiude con un esito inaspettato: le presenze sono in calo.
 
In particolare, il calo di presenze è nell’area Russia. Essendo questa fiera (come poche altre ormai) un evento nel quale gli espositori acquisiscono ordini importanti, abbiamo riscontrato che anche nel caso di presenze costanti, alcuni operatori riferiscono che i quantitativi di ordinativi si sono ridotti…
 
La causa principale, oltre agli eventi noti accaduti nelle ultime settimane in Ucraina, va ricercata nel deprezzamento del rublo che sta penalizzando gli scambi commerciali con l’emergente fenomeno russo, portando alla semplice equazione: prezzi più alti al cambio = meno paia ordinate.
 
Va considerato che il Micam rappresenta un evento mondiale ove l’incontro con gli operatori permette la conoscenza delle nuove tendenze, permettendo di orientarsi in un mercato sempre più aggressivo ed in rapido movimento, in cui la concorrenza non perdona eventuali disallineamenti e la moda cambia i parametri con estrema rapidità, spesso deprezzando improvvisamente intere collezioni seppur recenti, obbligando quindi ad un costante aggiornamento sia nella manifattura che nei materiali e la loro lavorazione.
 
Visitando l’esposizione infatti, si notano la maggiore ricerca nel design e l’orientamento, in particolare nella fascia alta della gamma donna, verso un gusto sempre più internazionale a causa della persistente crisi del mercato interno che non solo continua, ma si aggrava con un 2013 che ha visto una ulteriore riduzione nei consumi del mercato interno, arrivando per l’ennesimo anno a superare le due cifre.
 
Le contromisure a tale difficile condizione di mercato sono sicuramente l’azione e la proattività, purché di pari passo con esperienza e chiarezza di intenti, onde evitare dispersioni di preziose risorse economiche. Occorre ripensare il posizionamento in termini sia di prodotto che di territorio coperto, ricercare le opportune ed a volte necessarie partnership per poter accelerare i processi di internazionalizzazione, tenendo conto che esistono mercati esteri oggettivamente interessanti per la vendita, al pari di altri che lo sono per la produzione. Non conoscere la natura del mercato che si decide di approcciare, potrebbe portare nuove criticità la cui rilevanza sarebbe critica in una fase dove il rilancio è di per sé complesso.
 
CEDEC, attraverso le proprie competenze, la conoscenza 40ennale del profilo delle PMI italiane e il costante confronto con la propria realtà multinazionale europea, sostiene gli imprenditori nel definire le corrette strategie al fine di leggere e sfruttare correttamente i segnali che un evento come il Micam da a fronte non solo del mero investimento, ma anche verso la definizione delle tappe future dell’impresa di oggi.
 
Perché sbagliare in questa fase, può significare dover ricominciare da zero…

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