CREDITO: GESTIRLO e CONTROLLARLO, AVERLO e CONSERVARLO… ADESSO!

Sempre più aziende oggi fanno i conti con i vari meccanismi propri del concetto di credito. E’ un fatto che, dall’economia per come era prima del 2008, sono spariti i principali protagonisti del mondo del credito: le Banche e con essi, tutte quelle abitudini (buone e cattive) che rendevano dinamico il mondo delle PMI.
 
Le aziende che ieri vivevano con una certa “elasticità” il rapporto con gli Istituti di Credito, hanno visto un progressivo irrigidimento delle condizioni e una sempre più limitata disponibilità. D’un tratto, gli imprenditori hanno iniziato a familiarizzare con concetti nuovi quali il rating, Basilea, i rischi connessi al concedere e le devastanti conseguenze degli insoluti ormai sempre più frequenti… Che fare?
 
Spesso, la reazione naturale è di profondere in azienda la liquidità accumulata negli anni positivi, compensando la parte venuta meno e assumendo un assetto conservativo volto a lasciare che il momento brutto passi. Questo, normalmente, porta un effetto positivo nel breve termine che purtroppo, spesso lascia pesanti strascichi nel medio e lungo, ponendo sempre in maggiore difficoltà il Capo d’Impresa. Egli vede le proprie risorse assottigliarsi e gli effetti che pensava risolutivi o, perlomeno duraturi, sfumare in un quotidiano che non restituisce quanto perso. Troppo tardi ci si rende conto che non si hanno più strumenti per rispondere e che la necessità diviene giorno per giorno sempre più impellente, aggravata dall’attesa.
 
Nel corso dei decenni, Cedec ha potuto confrontarsi con le difficoltà del mercato, sviluppando il corretto approccio verso quelle problematiche purtroppo sempre di più presenti nel quotidiano imprenditoriale, insegnando alle aziende a sfruttare al massimo lo strumento preventivo nell’ambito della gestione del credito. Non a caso, molti dei nostri progetti partono proprio dal misurare, consolidare e strutturare le attività che ruotano attorno ad una corretta gestione del credito prestato e offerto, puntando a definire strategie che poggino su basi solide, oltre che ad avere caratteristiche rigenerative del core business.
 
A nulla serve una buona strategia se non si possiede la solidità economica e, soprattutto, il controllo su tale solidità. Anzi, si potrebbe oggi dire che proprio l’esistenza certificata di un corretto processo di gestione e controllo in tal senso, sia la sola caratteristica propedeutica al dialogo costruttivo con gli Istituti di Credito i quali, di questi tempi fanno della solidità economica una caratteristica fondamentale molto più di quanto possa essere il potenziale rappresentato dal business in cui si intende operare. Questo, perché la valutazione del rischio impresa oggi è la primaria condizione “di peso” nel complesso novero di obiezioni che stanno tra il credito e gli imprenditori impreparati. Il mercato di domani non sarà comunque più come quello del passato. Occorre investire quindi nell’adeguamento del modo di fare impresa e non nella copertura dei buchi che derivano da incidenti di percorso, possibili perché la struttura è impreparata a farvi fronte.
 
Un confronto con Cedec ha cambiato il modo di vedere la propria situazione a molti imprenditori. Questi, oggi investono nell’evoluzione e non si limitano a spendere nella conservazione, ottenendo non solo di superare correttamente l’attuale stallo ma anche di affrontare il domani con un assetto corretto e tarato sulle esigenze del mercato futuro. Agite oggi per conservare, gestire e utilizzare meglio le risorse domani!
 
Uscire dalla crisi con le proprie capacità azzerate, senza possibilità di cogliere le occasioni, privi del corretto profilo necessario per attingere dal motore economico della ripresa (destinato ad aziende in grado di competere e non semplicemente in grado di stare in piedi) non giova al business, non salva l’azienda e non gratifica una vita di sacrifici i cui frutti maturati ne risulterebbero fortemente colpiti. Non esitate: agite ora !

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